Mappa dell'empatia: mettersi nei panni di chi sceglierà te
B-ME Team · 5 nov 2026Quando chiediamo a chi sta avviando un progetto di descrivere la propria clientela, spesso arriva un elenco di dati: età, lavoro, città. Sono informazioni utili, ma dicono poco di come una persona arriva a prendere una decisione. Per questo nel percorso usiamo la mappa dell'empatia.
Quattro spazi su un foglio
Lo strumento è semplice. Al centro c'è una persona che vorresti aiutare, intorno quattro spazi: cosa dice, cosa pensa, cosa prova, cosa fa. In questo modo emergono le differenze che contano, come quella tra chi dice di volere più tempo per sé e poi accetta ogni richiesta, oppure tra chi si mostra sicura e di notte fa i conti.
La prima versione è fatta di ipotesi
Di solito la si compila due volte. La prima, prima delle interviste, è fatta di supposizioni, ed è utile proprio per vederle scritte. La seconda arriva dopo aver parlato con le persone, e dal confronto si capisce cosa avevamo dato per scontato. A quel punto la mappa offre spunti concreti: le parole da usare quando racconti il tuo lavoro, i dubbi a cui rispondere, i luoghi in cui farti trovare.
Aiuta anche a scegliere
Provare a riempire la mappa rivela anche quando un target è troppo ampio. Se non riesci a immaginare cosa pensa "chiunque voglia cambiare vita", forse è il momento di restringere il campo e pensare a una persona precisa.
Se vuoi provarci, comincia da qualcuno che conosci e scrivi cosa sai davvero di lei. Il resto lo puoi chiedere. Nel percorso B-ME lo facciamo insieme, e se vuoi saperne di più puoi prenotare un caffè virtuale di 15 minuti.